RICONOSCIUTA L’INDENNITA’ DI O.P. PER I SERVIZI DI PREVENZIONE E CONTROLLO DEL TERRITORIO! |
Milano, 6 Luglio 2009 - A seguito dell’azione del SAP, la nota ordinanza nr. 084 dell’Ufficio di Gabinetto che dispone i servizi di prevenzione e controllo del territorio è stata modificata consentendo il riconoscimento dell’indennità di O.P. a tutti i colleghi impiegati in quei servizi finalizzati al contrasto dei fenomeni di degrado urbano, di disturbo della quiete pubblica, di atti di vandalismo, di abusivismo e contraffazione commerciale in quelle zone della città e della provincia particolarmente frequentate. Questa Segreteria Provinciale da subito si è attivata in tal senso, facendo proprie le segnalazioni dei colleghi che per lo svolgimento di quei servizi venivano equipaggiati con il materiale previsto per le attività di ordine pubblico; al personale comandato però non veniva riconosciuto il pagamento dell’indennità di O.P. sebbene i suindicati servizi, per modalità di esecuzione, apparivano, per questa O.S., riconducibili alle fattispecie previste dalla normativa vigente e relativa all’indennità. Con una lettera inviata il 2 luglio u.s. il SAP si è rivolto al Questore di Milano – per il tramite dell’Ufficio Relazioni Sindacali - ritenendo che si dovesse procedere ad una rivalutazione di tali servizi “…che si connotano con le caratteristiche di attività di polizia volte alla tutela dell’Ordine Pubblico, soprattutto nelle zone della città interessate da flussi di frequentatori di locali che sono oggetto di lamentela da parte dei residenti…” La risposta non si è fatta attendere: l’Ufficio di Gabinetto ha fatto proprie le motivazioni del SAP formulando una nuova ordinanza che modifica ed integra le precedenti, con l’indicazione che al personale comandato in servizio di O.P. competerà la relativa indennità nel rispetto dei presupposti previsti dall’art. 10 del D.P.R. nr. 164/2002. |
BASTA COLLEGHI FERITI: SOLIDARIETÀ!!! |
Milano, 1 Luglio 2009 - Nella giornata odierna un contingente del III Reparto Mobile di Milano è stato impiegato per lo sgombero del Ex Cinema “APOLLO” a MONZA. Durante tale servizio si sono verificati disordini che hanno coinvolto direttamente i Nostri Colleghi rendendoli un facile bersaglio dei facinorosi di Turno. L’aspetto più riprovevole della vicenda sono le lesioni riportate dai nostri colleghi riconducibili unicamente alla consueta incapacità gestionale del Personale poiché è ormai consuetudine attribuire più importanza al risvolto mediatico del servizio che all’incolumità degli operatori preposti allo stesso. Nello specifico non è stato permesso agli operatori di utilizzare i relativi U-BOOT (caschi di protezione) esponendoli ad un serio pericolo, che si è concretizzato con le lesioni riportate dai NOSTRI COLLEGHI. Questa gestione del Personale viola palesemente la circolare n° 555/OP/490/2009/1/NC, diffusa dal Capo della Polizia, e costantemente ribadita presso il Centro di Formazione a NETTUNO al Personale appartenente ad ogni Ruolo.
Signor Dirigente: |
Servizi di Prevenzione e Controllo del Territorio. Il Sap chiede la verifica sui servizi di O.P. non retribuiti! |
Milano, 2 Luglio 2009 - Pubblichiamo il testo della missiva inoltrata dalla nostra O.S. al Questore di Milano, dott. Vincenzo Indolfi, sulla mancata retribuzione dei servizi di O.P. ai poliziotti milanesi: |
Diritto allo studio, ancora una volta un diritto negato! |
La Questura di Milano continua ad applicare in maniera illegittima la normativa relativa alla fruizione del congedo straordinario per esami, nonostante una chiara disposizione ministeriale del maggio 2007, sollecitata dal SAP, che invitava l'ufficio in questione ad "uniformarsi all'orientamento del Dipartimento in materia di congedo straordinario per esami". Perdura e si aggrava, invece, l'illegittima applicazione della normativa: la Questura si e' addirittura spinta sino al punto di contattare direttamente l'Ateneo ottenendo copia del curriculum universitario di un collega, in aperta violazione dei diritti personali in materia di privacy! Inoltre, lo stesso ufficio ha arbitrariamente negato il congedo straordinario per esame ad un operatore che aveva puntualmente prodotto l'attestato di partecipazione all'esame, debitamente firmato dal titolare dell'insegnamento su carta intestata dell'Universita', avendo ritenuto tale documentazione insufficiente, sebbene sia quella prescritta dalla legge. Per questo abbiamo chiesto al Ministero di sottoporre all'esame della Commissione Paritetica di risoluzione dei conflitti, di cui all’art. 29 del dPR 164/2002, la materia del diritto allo studio, in specie l’istituto del congedo straordinario per esami. |
Separazione del Comparto Sicurezza da quello Difesa: è questa la madre di tutte le battaglie |
Roma, 8 giugno - Le ultime scelte del Governo e una certa tendenza – neanche troppo strisciante – ad una “militarizzazione” della sicurezza, pongono oggi come non mai la necessità di una divisione del Comparto Sicurezza da quello Difesa. Una storica richiesta del sindacato autonomo (basta andare a ricercare le nostre piattaforme rivendicative degli anni ottanta) che oggi viene portata avanti da tutte le organizzazioni, unitamente alla necessità di istituire una apposita Commissione Interni, separata dalla Commissione Affari Costituzionali di Camera e Senato, per i problemi delle Forze Polizia. I tempi sono maturi e la Consulta Sicurezza è pronta a rilanciare con forza, tra le priorità dell’agenda politica nazionale, questo fondamentale tema, legato a doppio filo con i problemi e con le scelte che attengono al nostro Comparto. E vogliamo spiegare concretamente il perché. Questo Governo, poco più di un anno fa, ha vinto le elezioni politiche dopo una campagna elettorale puntata sulla sicurezza. Del resto, in queste ultime settimane, è sembrato di risentire più o meno gli stessi discorsi per la tornata europea ed amministrativa. Il Sap ha rivendicato e ribadito da subito la propria autonomia, impegnandosi concretamente per ottenere dal Governo in carica alcuni provvedimenti – esclusione dalle penalizzazioni stipendiali per malattia, riconoscimento giuridico della Specificità, detassazione del premio di produttività, impegno formale per il Riordino, chiusura di un buon contratto per quel che riguarda la coda contrattuale e la parte normativa e altro – che non erano assolutamente scontati. Anzi, da subito abbiamo dovuto inseguire l’Esecutivo, orientato a politiche di sicurezza non in linea con le aspettative delle Forze dell’Ordine. Uno sforzo che in parte ha pagato, ma che oggi lascia sul terreno alcuni importanti nodi irrisolti, resi più ingarbugliati proprio dalla mancata divisione del Comparto Sicurezza da quello Difesa. In primis, la questione del Riordino delle Carriere. Il Sap ha le idee chiare su questo provvedimento e l’Esecutivo, ormai da molti mesi, ha promesso pubblicamente e solennemente la presentazione di un ddl delega che poi, con i decreti delegati, dovrà essere concretamente attuato, nel giro – presumibilmente – di un anno, un anno e mezzo per quel che riguarda i primi step, a partire dalla creazione del Ruolo unico Agenti Assistenti Sovrintendenti. Di quella promessa, ad oggi, non s’è vista traccia e di questo torniamo a chiedere conto al Governo ed in primo luogo al ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta. E’ evidente che – se difficoltà esistono – si pone una questione legata all’armonizzazione dei nostri ruoli, delle nostre qualifiche, dei nostri gradi col mondo militare, con le Forze Armate, che hanno compiti, professionalità e, diciamolo francamente, impegni assolutamente diversi dai nostri. Delicato, ma altrettanto, importante è un altro nodo: quello del Contratto. Chiusa – con fatica! – la partita della coda contrattuale e della parte normativa, i cui benefici dovrebbero vedersi già a partire dalla busta paga di giugno, resta da capire in che tempi e in che modi il Governo abbia intenzione di convocare i tavoli contrattuali per il nuovo accordo 2008 – 2009, considerando per altro che siamo ormai in ritardo di un anno e mezzo. Ma, in primo luogo, occorre capire quali siano le risorse a disposizione. E qui la questione della divisione del Comparto Sicurezza da quello Difesa si inserisce ancora una volta. Perché l’attuale Esecutivo, oltre ad impiegare i militari per compiti di ordine pubblico impiegando appostamenti con i quali si sarebbero potuti assumere, già da mesi, buona parte dei Vfb idonei e dei Vfp vincitori, pare intenzionato a incrementare l’utilizzo dell’Esercito e delle Forze Armate. Se la coperta è corta, perché non si investe sul personale delle Forze dell’Ordine, sul loro Contratto, sulla Specificità, senza dimenticare i mezzi, le strutture, gli organici? Sono le domande alle quali il Governo deve rispondere presto e bene. Entro fine mese, il Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef), sul quale sarà impostata la prossima legge Finanziaria 2010, fornirà qualche risposta più precisa. Il Sap, autonomo per davvero e non a parole, non intende tollerare oltre questa situazione di stallo, queste non scelte che incidono pesantemente sulla vita e sulla professione delle donne e degli uomini della Polizia di Stato! Se alle promesse non seguiranno, presto, fatti veri e concreti, la scelta inevitabile sarà, ancora una volta, quella della protesta e della piazza. Contro Governi di qualsiasi colore politico abbiamo portato a manifestare, a Roma come a Milano, migliaia e migliaia di colleghi. Una scelta che si porrà come ineludibile per il Sap e per la Consulta Sicurezza se il Governo tradirà le legittime aspettative delle Forze di Polizia. Orgogliosi di essere SAP |
Congedo Straordinario e Aspettativa per Infermità. Importante vittoria del SAP Milano per il ripristino dei diritti del Personale… un esempio di concretezza! |
Milano, 23 marzo 2009. Ancora una prova della concretezza delle nostre rivendicazioni e dell’abitudine che abbiamo nel rispettare gli impegni presi con i nostri iscritti. Ecco la storia della nostra battaglia di diritto che origina nel novembre dello scorso anno e riguarda l’applicazione del Congedo Straordinario e l’Aspettativa per infermità. Autorevoli uffici ministeriali, tra cui la segreteria dello stesso Dipartimento di Pubblica Sicurezza, avevano avuto modo di esprimersi su “alcune problematiche connesse alle conseguenze giuridiche che comporta la produzione di un certificato medico, con data coincidente con quella di una giornata in cui si è effettuata la prestazione lavorativa”. Quindi il caso di quei dipendenti che, dopo aver regolarmente terminato la prestazione lavorativa, si sono dovuti rivolgere ad un sanitario per malori sopraggiunti successivamente”. La pratica vedeva gli uffici preposti, in questi casi specifici, decurtavano totalmente la giornata lavorativa coincidente con il CS scalando le indennità accessorie e l’eventuale prestazione straordinaria effettuava…. Un orientamento errato al quale replicava la stessa Direzione Centrale di Sanità “interessata in proposito, ha reso noto che, nella situazione prospettata, appare legittimo scorporare, dal computo dei giorni di prognosi indicati sul certificato, la giornata lavorativa effettivamente espletata dal dipendente, non essendo giustificabile considerare la stessa come giorno di congedo straordinario e aspettativa per malattia, con tutte le conseguenti implicazioni giuridico – economiche (N.d.r. riconoscimento delle indennità varie)”. In sintesi : Il primo giorno del certificato, quello coincidente con la giornata lavorativa, viene considerato come servizio reso a tutti gli effetti e non come congedo straordinario o aspettativa con il riconoscimenti pieno della remunerazione maturata (indennità, presenza lavorativa etc, etc.;) mentre la prognosi del certificato subirà la decurtazione del primo giorno. I chiarimenti espressi da varie circolari, da cui abbiamo fedelmente estratto il virgolettato, evidenziavano un’interpretazione errata in uso anche nella nostra Questura. Il nocciolo della questione, trae origine da un cavillo burocratico (la coincidenza del giorno di servizio, con il primo giorno di malattia) è stato definitivamente cassato significando che la Segreteria del Dipartimento (con circolare nr.555/USTG/1°Sett/U.O.A.C.S.M.) nel recepire e diffondere il parere della Direzione Centrale per le Risorse Umane ha indicato “l’irretroattività della certificazione di infermità prodotta successivamente alla prestazione lavorativa effettuata, rendendo salvi gli effetti giuridici ed economici ad essa correlati. Per la corretta e conforme gestione delle procedure amministrative, sarà cura dei rispettivi uffici di appartenenza dei dipendenti precisare, nella nota di trasmissione, la eventuale sussistenza della particolare situazione prospettata”. Purtroppo questo non è bastato, è dovuta intervenire una circolare del Prefetto Manganelli, fortemente voluta dal SAP, per dirimere la questione contro l’errata applicazione della materia. (nr.557/RS/CN.10/0734) “testualmente - Nel caso di malattia insorta successivamente all’avvenuto completamento dell’orario di servizio giornaliero e documentata da certificato medico avente la stessa data, andrà scorporata , dal computo dei giorni di prognosi indicati nel certificato, la giornata lavorativa effettivamente espletata, non essendo possibile considerare la stessa come giorno di CS ovvero aspettativa per malattia, con le conseguenti implicazioni di ordine giuridico economico.” Questa affermazione chiude definitivamente la questione suffragando l’ipotesi di cui si era fatto latore soltanto il SAP (con qualche eccezione sulla dipendenza della malattia). Inoltre, poiché tale pratica ha ingiustamente danneggiato, anche economicamente, i colleghi che incorrevano in questa fattispecie il SAP ha richiesto il rimborso delle somme ingiustamente decurtate per tutti i colleghi che ne faranno richiesta. |
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